
Figura divertente e misteriosa presente in più di una fiaba di Lewis Carroll, compresa la celebre Alice nel paese delle meraviglie. Il Cappellaio matto ha affascinato i critici e fatto arrovellare i cervelli di lettori e appassionati, in cerca di una spiegazione dietro quesiti del tipo: ‘Perché un corvo è come una scrivania?’ . Il senso delle manie compulsive del personaggio sfugge a tutti fino in fondo, come la fissazione per il Martedì e l’ora del thé alle 5 in punto. In realtà, dietro ad un personaggio di colore e pittoresco, si cela un elemento concreto e fondato, quale il fatto che nell’Inghilterra di fine’800 i cappellai manifestassero disturbi mentali, derivanti dall’assiduo contatto con il mercurio usato nella lavorazione. Ma nella fiaba il cappellaio è anche colui che, da lavoratore indolente, viene accusato di ammazzare il tempo gozzovigliando, tanto che la Regina di Cuori lo condanna a vivere perennemente come se fossero le 5 del pomeriggio. La dimensione temporale si annulla, e lo sfasamento gli costa il carcere prima ancora di commettere il crimine che gli viene addebitato. Eccentrico e chiassoso, il personaggio domina la scena e impone un ritmo che è solo suo. Geniale e al tempo stesso inafferrabile, presterà il ruolo a Johnny Deep, nel prossimo film di Tim Burton.
La variante al femminile era per me d’obbligo