Figura divertente e misteriosa presente in più di una fiaba di Lewis Carroll, compresa la celebre Alice nel paese delle meraviglie. Il Cappellaio matto ha affascinato i critici e fatto arrovellare i cervelli di lettori e appassionati, in cerca di una spiegazione dietro quesiti del tipo: ‘Perché un corvo è come una scrivania?’ . Il senso delle manie compulsive del personaggio sfugge a tutti fino in fondo, come la fissazione per il Martedì e l’ora del thé alle 5 in punto. In realtà, dietro ad un personaggio di colore e pittoresco, si cela un elemento concreto e fondato, quale il fatto che nell’Inghilterra di fine’800 i cappellai manifestassero disturbi mentali, derivanti dall’assiduo contatto con il mercurio usato nella lavorazione. Ma nella fiaba il cappellaio è anche colui che, da lavoratore indolente, viene accusato di ammazzare il tempo gozzovigliando, tanto che la Regina di Cuori lo condanna a vivere perennemente come se fossero le 5 del pomeriggio. La dimensione temporale si annulla, e lo sfasamento gli costa il carcere prima ancora di commettere il crimine che gli viene addebitato. Eccentrico e chiassoso, il personaggio domina la scena e impone un ritmo che è solo suo. Geniale e al tempo stesso inafferrabile, presterà il ruolo a Johnny Deep, nel prossimo film di Tim Burton.
NEW DELHI - L’India depenalizza l’omosessualità. Con una storica sentenza, l’alta Corte di New Delhi ha giudicato legali i rapporti gay tra adulti consenzienti. Viene così cancellata la legge di epoca coloniale del 1861 – la cosiddetta “sezione 377″ – che assimilava questi rapporti al “sesso contro natura” e li puniva con il carcere fino a 10 anni e addirittura con l’ergastolo nei casi più gravi.
La Repubblica,2 luglio 2009
La legge, imposta dall’Impero britannico, aveva attirato le critiche degli esperti sanitari e degli attivisti della lotta all’Aids. Il dipartimento di controllo dell’Aids, che fa parte del ministero della Salute indiana, aveva sostenuto che la legge stava mettendo in pericolo i suoi programmi di prevenzione. La sentenza della Corte suprema riguarda il ricorso della Naz Foundation, un’organizzazione che si batte per la prevenzione dell’Aids, secondo cui la Sezione 377 violava il diritto alla privacy e l’eguaglianza garantiti dalla Costituzione indiana.
Circa 2,4 milioni sui 33 milioni di persone infettate dal virus HIV nel mondo sono in India, secondo un rapporto dell’Unaids. Circa un milione dei malati sono donne. Proprio domenica in molte città dell’India si erano tenute le marce del Gay Pride, segno della crescente presa di coscienza delle persone omosessuali nel Paese nonostante la legge repressiva.
Alcune parti della legge continueranno ad essere attuate per quanto riguarda i rapporti non consensuali.
Spazio dedicato a tutti quelli che meritano di essere menzionati per qualche motivo… una sorta di collettore di buone notizie e di chi ne è protagonista!
Mi trovavo lì per caso, la musica mi ha rapita… un ballo improvvisato che rende giustizia al ricchezza del linguaggio del corpo… e chi, come me, è appassionato di danza (ma conosce per lo più quella classica) non può che restare affascinato da movimenti tanto fluidi…
Un “lavorone” costato lacrime e sangue, ma che alla fine mi ha dato tanta soddisfazione… impagabile vedere la sfilata in ordine alfabetico e dal vivo di tutte le delegazioni, che intonavano inni e abbozzavano danze tipiche…
“(…) Tornavo dalla scuola e traversavo la Kolner Strasse, quando vidi Henriette seduta nel tram che partiva proprio in quel momento, diretto in città. Mi fece un cenno di saluto e rese e anch’io risi. Aveva sulle spalle un piccolo sacco da montagna, in testa un cappellino blu e indossava il cappotto invernale pesante. Il cappello la cambiava molto, le comnferiva l’aspetto di una vera signorina. (…)”
D3-BO: …quindi sarete portati al mare delle dune e buttati nel pozzo di Karkhum dove ha la tana il potentissimo Sartok…
Han: Poteva andare peggio!
Il ritorno dello Jedi… da Solferino!
Mi piace scherzare e, rapita dall’immagine dello Jedi, non ho saputo sbarazzarmene! Buttati in un vero e proprio campo di battaglia (non per niente, Solferino), ce la siamo più che cavata.
Gente da tutte le parti del mondo, colori di ogni tipo (compreso il giallo paglierino del campo), sapori genuini della mitica mensa e dello strepitoso agrutirismo Le Volpi… è stato emozionante lavorare in questo scenario!
Ritmi serrati e tanto materiale da produrre. Un’esperienza importante e molto utile, che riassumo in pochi link…